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Documento finale letto da Antonella Aliberti

a nome della 9a Brigata "G. Ardizzone"
il 27 luglio 2004


Care compagne Georgina, Amparo, Rebecca
Cari compagni lavoratori de l'ICAP di Las Tunas,
Distinti invitati

Poche parole non possono riassumere ciò che è stato per la 9a Brigata di lavoro volontario "G. Ardizzone" la permanenza in Las Tunas.
Prima di tutto vogliamo ringraziare il popolo tunero e in particolare l'ICAP per l'ospitalità offertaci; si può affermare che l'ICAP si è convertito nella casa degli italiani e dove, ancora una volta, si sono rafforzati i vincoli di amicizia tra i due popoli.
Nel mondo molte persona parlano e giudicano Cuba senza neppure conoscerne la posizione geografica, i sui progressi in tutti i campi delle scienze; alcuni lo fanno perché non sanno quello che dicono, altri per calunniarla in maniera premeditata.
Noi siamo venuti nella maggiore delle Antille con il desiderio di conoscere questa realtà, non per giudicarla; per esprimere il nostro ripudio al criminale, assurdo e antistorico blocco che colpisce, da oltre 40 anni il fraterno popolo cubano.
Qui in Las Tunas abbiamo visto molte cose, compartendo momenti di festa e di lavoro, speriamo che il nostro piccolo sforzo abbia migliorato la situazione dell' Ospedale pediatrico.
Abbiamo visto molti bambini, stavano bene, tranquilli, in salute e sereni come solo si può essere nella prima infanzia.
Il signor Bush si deve tranquillizzare: non è Cuba che merita le sue attenzioni; dovrebbe interessarsi dei molti bimbi statunitensi che non godono, al contrario di quelli cubani, di salute ed istruzione garantita. Dovrebbe interessarsi ai traumi, causati dalle truppe statunitensi d'occupazione, patiti dai bambini del fratello popolo iracheno.
Tra pochi giorni torneremo in Italia, dove un governo corrotto calunnia Cuba solo per compiacere il signor Bush; promettiamo d'impegnare le nostre deboli forze per far chiarezza sulla realtà cubana, sull'incremento del criminale blocco, sulla lotta per la liberazione dei 5 Patrioti ingiustamente prigionieri perché lottavano contro la mafia terroristica e per rinforzare i vincoli d'amicizia e solidarietà tra i due popoli fratelli.
A nome di tutti i componenti la 9a Brigata di lavoro volontario "G. Ardizzone" voglio dire:
Un mondo migliore è possibile.
Questo mondo ha bisogno della Rivoluzione cubana.
 

 

 

 

il saluto dei lavoratori dell'ICAP

27 luglio 2004


Cari amici

Diceva Rabindranath Tagore che:"l'amicizia è come la fluorescenza, brilla quando il mondo intorno si fa scuro"; voi siete il vivo esempio di ciò, voi che avete rotto barriere politiche e ci avete portato un grande aiuto, dai tempi di Giovanni Ardizzone e, ne siamo sicuri, anche da prima.
Grazie per l'appoggio costante ed entusiasta di questi pochi giorni.
Per molti di voi è la prima volta, per altri un'esperienza già conosciuta. Per i primi speriamo che gli sia piaciuto la nostra nazione e che sappiano far conoscere la nostra realtà al mondo. Siamo un paese che soffre di un blocco economico, forse con scarse risorse però disposto a condividere tutto ciò che abbiamo con amici come voi.
Contiamo su di voi anche perché ci aiutiate nella lotta per la liberazione dei nostri 5 compatrioti ingiustamente prigionieri: il mondo deve conoscere le ingiustizie che commettono i nostri vicini del nord.
A tutti ripetiamo i nostri ringraziamenti: in questi giorni tutti abbiamo appreso qualcosa, abbiamo appreso a conoscerci, abbiamo appreso un poco di più dei nostri rispettivi paesi, delle nostre culture, dei nostri popoli e, soprattutto, che quando esiste l'amicizia, la cooperazione e i buoni sentimenti non esistono barriere politiche né idiomi.
Grazie mille a tutti e un immenso abbraccio da Cuba, da Las Tunas e dall'ICAP