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Appunti di un'esperienza

"El trabajo volontario es una escuela creadora de cosciencias"

Basterebbe questo pensiero di Ernesto Che Guevara per spiegare la mia esperienza nella nona Brigata di lavoro volontario "G. Ardizzone".
Non credendo, come invece ci vorrebbero far credere, che il nostro mondo è l'unico "paradiso" possibile ho deciso di cercare dall'altra parte del globo, che dicono sottosviluppato, ciò che non trovavo più nella vita e nel lavoro di tutti i giorni.
Ho trovato un senso reale, profondo, della vita e dei sentimenti d'amicizia e solidarietà tra i popoli che non riuscivo più nemmeno ad immaginare; persa nella frenesia, che la società in cui viviamo, c'impone.
Con sorpresa ho scoperto che da questo popolo avevo molto da imparare in fatto di dignità umana e nazionale, sul rispetto e soddisfazione dei diritti fondamentali al lavoro, alla casa, alla salute ed istruzione.
Confrontando le nostre diversità, unendo le nostre forze e conoscenze abbiamo percepito una realtà decisamente differente da quella occidentale; un mondo in cui spiccano non i beni materiali ma una ricchezza spirituale che spazia dai sensuali balli di "salsa", alle poesie declamate dai bambini, ad una gioia piena di vivere, anche se fra pesanti ristrettezze economiche.
Abbiamo intrecciato amicizie, che ci impegniamo a mantenere, con la speranza di rivederci presto.
Ora, in Italia, sento mio compito coinvolgere e sensibilizzare quante più persone possibile sulla realtà di un popolo che soffre di un brutale blocco economico che, proprio in questi giorni, si è ulteriormente rafforzato. Per quale colpa?
Forse perché in un mondo dove tutto si compra, dove tutto si esprime in dollari questo popolo rimane coerentemente fedele ad un ideale (ma sappiamo ancora il significato di tale parola?) fatto di giustizia sociale e d'indipendenza nazionale.
E qui s'innesta l'unico rammarico: il disagio e l'incapacità di spiegare ai cubani la totale confusione in cui versa gran parte della sinistra italiana… non solo a proposito di Cuba.
Per tutto ciò e soprattutto per aver lasciato un popolo a cui non si può non voler bene: anche per me…CUBA DUELE!
Stefania