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appello per i cinque del coordinamento lombardo dell'Associazione

 

 

 

 

 

                                                 

 

di Sergio Marinoni

tratto da "el Moncada" marzo 2004

 

L’emblematico "caso" dei Cinque Arrestati, messi in cella di isolamento, con pesanti violazioni al processo:   gli Usa vogliono fare come con Sacco e Vanzetti


La battaglia per i Cinque travalica il loro essere cubani. È una battaglia per la giustizia e per la libertà di tutti noi. Si tratta della riproposizione ai giorni nostri del caso di Sacco e Vanzetti, due innocenti arrestati e condannati. Ma chi sono i Cinque, e quali delitti avrebbero commesso? Ve lo diciamo noi, dal momento che i media di tutto il mondo volutamente li ignorano.

Chi sono
Antonio Guerrero Rodríguez è nato il 18 ottobre 1958 a Miami (Stati Uniti). Laureato in Ingegneria delle Costruzioni Aeroportuali all’Università Tecnica di Kiev, nella ex-Unione Sovietica. Il suo lavoro più importante è stato l’ampliamento dell’Aeroporto Internazionale di Santiago de Cuba.
È anche un poeta. Ha scritto un buon numero di poesie delle quali è stata pubblicata una selezione in inglese e in spagnolo, dal titolo ‘Dalla mia altezza’. Ha due figli di 17 e 12 anni.
È stato condannato all’ergastolo, più altri 10 anni di carcere.
Si trova nel penitenziario di Florence, nel Colorado.
Fernando González Llort è nato il 18 agosto 1963 a La Habana. Laureato con ‘Diploma d’Oro’ nel 1987 in Relazioni Politiche Internazionali, all’Istituto Superiore di Relazioni Internazionali del Ministero degli Esteri cubano
È stato condannato a 19 anni di carcere.
Si trova nel penitenziario di Oxford, nel Wisconsin.
Gerardo Hernández Nordelo è nato il 4 giugno 1965 a La Habana. Laureato nel 1989 in Relazioni Politiche Internazionali, all’Istituto Superiore di Relazioni Internazionali del Ministero degli Esteri cubano.
È caricaturista, con pubblicazioni sulla stampa cubana e mostre in diverse gallerie. È stato pubblicato un libro con i suoi lavori.
È stato condannato a due ergastoli, più altri 15 anni di carcere.
Si trova nel penitenziario di Lompoc, nella California.
Ramón Labañino Salazar è nato il 9 giugno 1963 a La Habana. Laureato con ‘Diploma d’Oro’ nel 1986 in Economia all’Università di La Habana. Ha tre figlie di 15, 10 e 6 anni.
È stato condannato all’ergastolo, più altri 18 anni di carcere.
Si trova nel penitenziario di Beaumont, nel Texas.
René González Sechwerert è nato il 13 agosto 1956 a Chicago (Stati uniti). Ex-pilota e istruttore di volo. Ha due figlie di 17 e 6 anni.
È stato condannato a 15 anni di carcere.
Si trova nel penitenziario di Edgefield, nel South Carolina.

L’arresto
I Cinque sono stati arrestati dal Fbi il 12 settembre 1998 a Miami. Sono stati rinchiusi in celle di punizione, sono state limitate le comunicazioni con le loro famiglie e con i loro avvocati, non hanno potuto avere accesso alle prove presentate contro di loro, risultando in tal modo impedito il lavoro della difesa. Rimangono in questa situazione fino al 3 febbraio 2000, vale a dire diciassette mesi.

L’accusa
L’accusa iniziale riguardava le imputazioni di cospirazione, di cospirazione per commettere spionaggio, di essere agenti di uno stato straniero senza essersi dichiarati e di falsa identità.
Nel maggio 1999 la Procura aggiunge contro Gerardo Hernández Nordelo l’accusa di cospirazione per commettere assassinio.
Fino a quel momento i cinque accusati avevano trascorso otto mesi in celle di punizione con le limitazioni segnalate per la loro difesa.
I cinque cubani sono stati presentati all’opinione pubblica statunitense attraverso i mezzi di stampa, la radio e la televisione, come "una pericolosa rete di spie" che minacciava la sicurezza nazionale degli Stati uniti.

Flagranti violazioni durante il processo
Testimoni minacciati in Tribunale e di fronte al Giudice della Procura.
Consegna alla mafia cubano-americana di Miami di documenti selezionati, oltre 1.400 pagine, affinché questa, a sua volta, li utilizzasse a fini politici, diffamando i cinque accusati.
Ignorate completamente le schiaccianti prove della difesa che comprovavano l’innocenza dei cinque accusati.
Violazione dei diritti elementari degli accusati per lo svolgimento di un giusto processo.
Violazione del VI Emendamento della Costituzione degli Stati uniti.
Violazione della Dottrina dell’Azione di Stato, riconosciuta dal Tribunale Supremo degli Stati uniti, che riconosce il diritto di uno Stato a difendersi quando viene invaso il suo spazio aereo o marittimo.
Violazione del Diritto Internazionale e di quello statunitense incolpando uno degli accusati, Gerardo Hernández, che non ha avuto alcuna partecipazione all’azione di sovranità e di legittima difesa dello Stato cubano nell’abbattimento degli aerei nel febbraio 1996.
Sono stati condannati per presunto spionaggio contro gli Stati uniti, senza prove né testimoni, né elementi, ignorando inoltre tutte le testimonianze della difesa che dimostravano che gli accusati non avevano né cercato, né sono entrati in possesso di informazioni sulla Sicurezza Nazionale per danneggiare gli Stati uniti.

Perché sono innocenti?
È stato dimostrato in modo assoluto che gli accusati non erano un pericolo per la società statunitense, che non avevano cercato informazioni che avrebbero danneggiato la Sicurezza degli Stati uniti né avrebbero causato alcun danno contro obiettivi civili o militari statunitensi.
Testimonianze di alti ufficiali dello stesso Fbi e del Comando Sud, come il generale Charles Wilhelm, ex-comandante in capo del Comando Sud, Eduard Atkeson, ex-vicecapo di Stato maggiore dell’Esercito per l’Intelligence, Eugene Carrol, ex-vicecapo delle Operazioni Navali, George Bukner, Comandante del Sistema di Difesa Aerea, e perfino James Clapper, ex-Direttore della Dia (Agenzia di Intelligence del Pentagono) – quest’ultimo presentato al processo come esperto della Procura – hanno riconosciuto, senza ombra di dubbio, il fatto che i cinque accusati non avevano commesso spionaggio contro gli Stati uniti.
La difesa ha totalmente dimostrato che la gravissima accusa contro Gerardo Hernández – cospirazione per assassinare, legata all’incidente degli aerei che avevano invaso lo spazio aereo cubano il 24 febbraio 1996 – era assolutamente falsa.
Non esiste precedente in un processo, che venga imputato a una persona un delitto così grave senza alcun elemento di prova, condannandola poi a due ergastoli più altri 15 anni di carcere.
Sono stati condannati per un’azione in cui non hanno né agito né partecipato e per la quale solamente al Governo cubano compete la legittima difesa della sua sovranità.

Cosa hanno realmente fatto i cinque accusati?
Controllavano le organizzazioni dell’estrema destra anticubana con l’unico obiettivo di avvertire Cuba e in tal modo di far fallire i piani terroristici che venivano preparati contro Cuba dalla mafia cubano-americana di Miami. Questo fatto è stato dichiarato dai cinque accusati fin dal primo momento.

Per quali motivi controllavano le organizzazioni criminali di Miami?
Le prove hanno messo in evidenza le attività terroristiche della mafia di Miami contro Cuba e la tolleranza delle autorità statunitensi, che rendono legittimo il diritto del popolo cubano a conoscerle, a prevenirle e a denunciarle.
L’attività terroristica dei gruppi cubano-americani di Miami contro la Repubblica di Cuba è nota a tutti. Si è sviluppata per 43 anni, seminando morte e terrore, non solo al popolo cubano ma persino a quello nordamericano. Ha colpito pure altre dieci nazioni dell’America Latina e dell’Europa.

Cosa possiamo fare?
I cinque prigionieri politici cubani condannati negli Stati uniti sono innocenti. Sono stati condannati per avere lottato, rischiando la loro vita, contro il terrorismo e contro la morte. Negare il carattere politico che ha avuto questo processo è una vera presa in giro della Giustizia Universale. Si tratta di cinque uomini profondamente umani e nobili.
Rendere pubblica questa situazione in ogni ambito ed esigere un processo giusto ed equo è il minimo che possiamo fare.

 

 

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