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Da oltre quarant’anni negli Stati Uniti – come risulta
anche da documenti del Governo statunitense, ora declassificati –
vengono progettate, finanziate, promosse, favorite e attuate azioni
contro Cuba che vanno dall’invasione armata all’assassinio dei dirigenti
della Rivoluzione, dagli attentati contro persone o beni alla diffusione
di malattie epidemiche, dalle trasmissioni radio-televisive illegali che
incitano a commettere atti criminali o di guerra, al finanziamento e
all’addestramento di gruppi paramilitari per azioni armate sul
territorio cubano. Tutto questo è terrorismo.
Questa situazione ha avuto e continua ad avere un costo per Cuba. Finora
i danni materiali ammontano a circa 54.000 milioni di dollari. Per i
danni al popolo cubano non si possono fare stime in dollari: le 3.478
vittime o i 2099 feriti si possono solo contare e si può solo
condividere il dolore arrecato alle famiglie e al popolo cubano.
Ma ancora oggi, dopo la tragedia che l’11 settembre ha colpito il popolo
degli Stati Uniti e dopo che il Governo degli Stati Uniti dichiara e
attua una guerra mondiale prolungata e indefinita contro il terrorismo
presentandola come una guerra umanitaria, per la libertà, la democrazia
e i diritti violati, c’è una situazione paradossale che continua.
A Miami, nella Florida, sono stati incarcerati cinque cittadini cubani
che raccoglievano informazioni sui gruppi paramilitari e sulle attività
della mafia cubano-americana, per prevenire atti di terrorismo e
difendere il proprio popolo dalle aggressioni e dalla morte. L’accusa
nei loro confronti è stata quella di avere messo in pericolo la
sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
I giudici di Miami, condizionati dalla mafia della Fondazione Nazionale
Cubano-Americana, hanno emesso questa sentenza: due ergastoli e 15 anni
di carcere a Gerardo Hernández; ergastolo a Ramón Labañino; ergastolo ad
Antonio Guerrero; 19 anni di carcere a Fernando González; 15 anni di
carcere a René González.
Come se questo non bastasse, gli Stati Uniti hanno inserito Cuba nella
lista degli 80 paesi che, secondo loro, hanno connivenze con il
terrorismo: siamo arrivati alla situazione incredibile per cui negli
Stati Uniti, dove da decenni si organizza il terrorismo contro Cuba con
la complicità di apparati dello Stato (la C.I.A.) vengono condannati
cittadini cubani che indagavano su piani terroristici e sono giudicati,
dalla giustizia nordamericana, come terroristi.
Ma la giustizia degli Stati Uniti, non accuserebbe e non condannerebbe
mai un cittadino di qualunque paese che offrisse informazioni su azioni
di terrorismo in preparazione contro di loro, o contro le proprie
Ambasciate, o che potrebbero costare la vita di cittadini nordamericani.
Come sempre, la doppia morale produce infamie. |
scrivi un messaggio di solidarietà ai cinque
gennaio 2003: l'Associazione di Amicizia Italia - Cuba della Lombardia
lancia un appello per la liberazione dei 5 patrioti cubani
L’emblematico "caso" dei Cinque Arrestati,
messi in cella di isolamento, con pesanti violazioni al processo:
gli Usa
vogliono fare come con Sacco e Vanzetti
La singolare storia di cinque cubani. Volevano
distruggere gli Stati Uniti ? di L.
Weinglass
39 Senatori italiani firmano per la
liberazione dei CINQUE
gennaio 2003: l'Associazione di Amicizia Italia - Cuba della Lombardia
lancia un appello per la liberazione dei 5 patrioti cubani
ottobre 2004: la delegazione di Las Tunas, invitata al Congresso nazionale
dell'Associazione dal coordinamento regionale lombardo, porta al Congresso
una lettera di Antonio Guerrero a nome dei cinque
Un Premio Nobel della Letteratura e 110 membri del
Parlamento britannico hanno chiesto la liberazione dei Cinque
"La
verdad de frente al mundo"
un documentario sui cinque
patrioti cubani incarcerati negli USA,
di Roberto Di Fede,
prodotto dall'Associazione
Nazionale di Amicizia Italia - Cuba
(vedi scheda del documentario)
vedi il documentario da
ARCOIRIS TV:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=5115

Tesi di laurea
"Los cinco de Miami"
di IRIS PILOTTI
del circolo di Brugherio dell'Associazione:
indice
la tesi

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