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Documento politico approvato all’8° Congresso dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba, riunita a Congresso a Senigallia dal 30 ottobre al 1° novembre 2004: approva i contenuti del documento politico congressuale e la relazione del Presidente; ribadisce il suo impegno di solidarietà con Cuba e il suo processo rivoluzionario, con accresciuto impegno determinato dall’accelerazione impressa dall’imperialismo alla sua aggressione politica nelle sue modalità terroristica, economica e mediatica. Tale contesto impone all’Associazione di rafforzare il suo ruolo di soggetto politico autonomo che si muove in tutte le direzioni, istituzionali e non, per affermare le sue ragioni fondative. Ne consegue una priorità su tutte: individuare e attrezzare una strategia di comunicazione all’altezza dello scontro in atto. Una strategia che si articoli nella veicolazione delle verità negate su Cuba e nel disarmo di menzogne e campagne di diffamazione, agevolate anche dall’oggettiva complicità di aree politiche e di organi di informazione della sinistra. Questo comporta una ricerca e un impegno dell’Associazione nel suo complesso nell’individuazione e nel potenziamento di strumenti modi e mezzi per raggiungere e coinvolgere il maggior numero di coscienze e i diversi livelli delle istituzioni. E’ richiesto a questo scopo un più dinamico e fattivo rapporto dialettico nell’Associazione tra il livello nazionale e le sue articolazioni territoriali. Il dibattito congressuale ha evidenziato in questo contesto: · una rinnovata attenzione e interlocuzione nei confronti dei movimenti di contestazione alternativi al neoliberismo e all’imperialismo; · l’approfondimento e la valorizzazione dell’interazione tra Cuba e il contesto latinoamericano nelle sue radici storiche e nella sua evoluzione attuale; · l’ampliamento della rappresentazione della realtà cubana nelle sue manifestazioni culturali, artistiche, scientifiche, ambientaliste e sportive; · la riaffermazione dei valori della Resistenza italiana nella loro affinità con quelli della Rivoluzione cubana e il richiamo dell’esemplarità dei suoi processi di emancipazione contrapposti all’attacco ai diritti sociali e alla sovranità dei popoli; · l’opportunità di un accentuato ruolo di proposta, di impulso e di coordinamento degli organismi nazionali, al fine di superare frammentarietà e isolamento che spesso hanno ridotto l’efficacia dell’azione sul territorio dei singoli circoli, la cui autonomia di iniziativa deve sempre più essere valorizzata; · l’intensificazione della campagna di denuncia e per la liberazione dei Cinque patrioti cubani ingiustamente condannati e imprigionati negli Stati Uniti; · l’intransigente difesa del diritto alla resistenza dei popoli come anche sancito dalla Carta dell’ONU. L’Associazione ha come suoi interlocutori: le forze politiche organizzate che abbiano come obiettivi strategici la giustizia sociale, l’autodeterminazione e la sovranità dei popoli, il rifiuto della guerra, dello sfruttamento, dell’oppressione e il rispetto del diritto internazionale. In questo rapporto è necessario portare allo scoperto quelle contraddizioni che inducono oggi alcuni a prendere le distanze dall’esempio e dai valori affermati dalla Rivoluzione cubana, fino a rendersi subalterni se non oggettivamente complici della diffamazione orchestrata e diretta dai governi nordamericani; le istituzioni sovrannazionali, nazionali e locali con la finalità di superare l’isolamento politico e il blocco economico anche attraverso la ricerca e lo sviluppo di rapporti di cooperazione; le forme di aggregazione politica, culturale e sociale sensibili ai valori della solidarietà. Una particolare attenzione va rivolta alla necessità di captare l’attenzione del mondo giovanile, valorizzarne i fermenti di rinnovamento, coinvolgerlo sulle tematiche che costituiscono l’attività centrale dell’Associazione. E’ centrale nella strategia politica dell’Associazione la ricerca e il rafforzamento delle iniziative unitarie, quali il comitato “28 giugno – Difendiamo Cuba”. Nel ribadire l'importanza della strategia dei gemellaggi dei Circoli, organizzati la dove è possibile nei Coordinamenti regionali, con le rispettive rappresentanze provinciali dell'ICAP, va consolidato il patrimonio di mobilitazione e di solidarietà che l'Associazione ha saputo costruire nei momenti più duri del “periodo speciale” valorizzandolo e orientandolo verso iniziative qualificate. I circoli continuano ad essere la struttura principale dell’attività politica e solidale. Attraverso la loro capillare presenza l’Associazione è in grado di raggiungere gran parte del territorio nazionale. Queste caratteristiche, unite all’autonomia nell’assunzione di iniziative, sono il vero patrimonio politico. L’Associazione deve valorizzarlo e rafforzarlo, stimolando la nascita di nuovi circoli lì dove è ancora assente e dando sempre maggiore sostegno alla loro attività. I coordinamenti regionali sono ancora oggi una realtà estremamente diversificata. Va rafforzata questa presenza come strumento per ottimizzare le forze e migliorare la capacità di iniziativa. La recente iscrizione nel Registro Nazionale delle associazioni di promozione sociale apre una nuova fase nello sviluppo delle attività che possono, e devono, caratterizzare il futuro dell'Associazione. Questo diventa un nuovo terreno di confronto nel quale bisogna saper identificare e sfruttare al massimo tutte le nuove opportunità, senza per questo convertire l’associazione in un ente burocratico, salvaguardandone le peculiarità, i principi e gli obiettivi politici.
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