archivio la Brigata di Lavoro Volontario "Giovanni Ardizzone"   la campagna regionale di solidarietà con Las Tunas     pagina iniziale

 

venerdì 11 giugno

Circolo Cubano ARCI

"Malanga Amarilla"

via Lincoln 67

CINISELLO BALSAMO (Milano)

 

 

"Con Cuba sempre !"

La solidarietà italiana

con Cuba

serata con

SERGIO CORRIERI

Presidente dell'Istituto Cubano per l'Amicizia tra i Popoli (ICAP)

deputato all'Assemblea Nazionale  della Repubblica di Cuba

 

organizza il coordinamento regionale lombardo dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia - Cuba

 

programma

 

ore 18.30

incontro con:

Sergio Corrieri

 

partecipa il

Console Generale della Repubblica di Cuba

Arnaldo Molina

 

introduce:

Sergio Nessi

coordinatore regionale lombardo

dell'Associazione Nazionale

di Amicizia Italia - Cuba

 

ore 20.30

cena cubana

 

a seguire

musica cubana dal vivo!

 

costo ingresso e cena: 20

(comprensivo di tessera ARCI per non iscritti)

Un’altra volta ci troviamo a dover far appello alla coscienza civile dei cittadini italiani perché

si rendano conto di quanto sta avvenendo a Cuba, un’isola che non si vuole lasciar vivere in pace.

Ultimamente l’amministrazione USA ha deciso una nuova serie di interventi minacciosi, che rendono più duro il blocco economico, peggiorano

le condizioni di vita della popolazione, colpiscono i diritti dei cubani emigrati,  per preparare il terreno a un

cambiamento politico imposto dall’esterno.

Mentre la guerra sconvolge interi paesi e le ragioni della pace, dell’indipendenza nazionale, del diritto all’autodeterminazione dei popoli paiono non interessare, molti e potenti se la prendono con una piccola isola,  colpevole di voler stare in piedi  in un mondo in cui troppi si sono ormai abituati  a stare in ginocchio.

 

all'incontro abbiamo avuto la gradita sorpresa della presenza di

GINO DONE'

ex partigiano, partecipante alla spedizione del Granma

 

SERGIO CORRIERI HERNÁNDEZ

è nato a La Habana nel 1939. Nel 1957 si è diplomato come attore; è stato fondatore, attore e direttore del “Grupo Teatro Estudio” fino al 1968 e del “Grupo Teatro Escambray” dal 1968 al 1985. E’ professore titolare dell’Istituto Superiore d’Arte. Ha lavorato per il teatro e per la televisione, e ha collaborato dalla fondazione con l’Istituto Cubano del Cinema (ICAIC). Ha preso parte a 12 films, tra i quali “Memorie del sottosviluppo” e “L’uomo di Maisinicù”. Nel 1985 è stato vicepresidente dell’Istituto Cubano di Radio e Televisione, e nel 1987 responsabile del Dipartimento Culturale del Partito Comunista di Cuba.

Dal 1990 è Presidente dell’Istituto Cubano di Amicizia tra i Popoli (ICAP) e come tale ha rappresentato Cuba in più di 30 paesi in Europa, Asia, Africa e America latina. Già membro del Consiglio di Stato della repubblica di Cuba, è deputato all’Assemblea Nazionale fin dalla sua prima legislatura e membro del Comitato centrale del PCC.

 

GINO DONE'

Nell’archivio storico della FAR (Forze Armate Rivoluzionarie) a Cuba vi è un dossier su Gino Donè Paro, (l’unico italiano, anzi l’unico europeo) che partecipò alla rivoluzione cubana negli anni 50 … Di due anni più anziano di Fidel Castro Ruz, l’italiano Gino Donè Paro nacque il 18 maggio 1924 nel Comune di  Monastier, nella Regione del Veneto, in Provincia di Treviso, a nord della laguna veneziana e vicino a Venezia.

Frequenta le scuole professionali, e poi a 20 anni diventa partigiano combattente nella laguna veneziana... Poi, finita la guerra, emigra nel continente americano, stanziandosi a Cuba dopo essere passato per il Canada. Nel 1951 lavora all'Avana come tecnico carpentiere alla costruzione della Grande Plaza Civica della capitale (la quale come noto è stata ribattezzata successivamente “Plaza de la Revoluciòn”).

Qui nel 1952 Gino si fidanza con Norma Turino Guerra, una giovane cubana rivoluzionaria abitante nella antica città di Trinidad (la quale è amica della giovane rivoluzionaria Aleida March, futura seconda moglie di “Che” Guevara) con la quale entreranno due anni dopo nel nuovissimo movimento rivoluzionario castrista  “26 Luglio”, definito con la sigla “M-26-7”  (dalla data dell’assalto alla Caserma Moncada del 26 Luglio 1953).

Nel 1953 Gino e Norma si sposano.Nel 1954 Gino riceve l’ordine dal “M-26-7” di portare clandestinamente gruppi di giovani cubani (e pacchi di dollari) a Città del Messico, dove è atteso da Fidel, qui esiliato dopo l’assalto alla Moncada di Santiago e dopo due anni di prigione all’Isola dei Pini.Gino in Messico diventa molto amico del giovane medico argentino Ernesto “Che” Guevara de la Serna.

Gino, con alle spalle l’esperienza combattente partigiana, collabora negli addestramenti militari in Messico. E alla fine di novembre del 1956 parte dal Porto di Tuxpan tra gli 82 patrioti del famoso battello Granma. Sulla barca, il grado militare di Gino è quello di tenente del Terzo Plotone comandato dal capitano Raúl, fratello di Fidel.

Dopo lo sbarco presso Niquero, vicino al Pico Turchino, nella Sierra Maestra Orientale Cubana, e dopo la decimazione subita ad opera dei soldati dell’esercito batistiano, Gino torna clandestinamente a Santa Clara dove nel Natale 1956 partecipa ad azioni di sabotaggio contro postazioni militari assieme ad Aleida March. Ma nel gennaio 1957 riceve l’ordine di andare in clandestinità all’estero salpando con una barca da Trinidad.

 

"Gino era il più adulto, il più serio, il più disciplinato;

dopo la vittoria non ha mai cercato privilegi;

ha preferito diventare (anzi, rimanere) un giramondo".

Jesús Montané Oropésa, comandante della Rivoluzione

 

da sinistra: Gino Donè (ex combattente della Rivoluzione Cubana), Sergio Nessi (coordinatore dell'Associazione in Lombardia ), Sergio Marinoni (della Segretaria Nazionale dell'Associazione), Sergio Corrieri (presidente ICAP)

 

Uniti contro la follia
di Massimiliano Bonvissuto

 

da "El Moncada" - settembre 2004


Nell'accogliente cornice del circolo Arci 'Malanga Amarilla', e alla presenza di Sergio Corrieri, presidente dell'Icap, si è svolto l'incontro:"Con Cuba sempre". Sergio Nessi, coordinatore regionale della Lombardia per l'Associazione, ha parlato del momento attuale nella situazione internazionale e sulla solidarietà locale: "alla campagna diffamatoria contro Cuba si somma l'ovvia difficoltà di una seria e cosciente opera di sensibilizzazione che potrebbe portare nuove leve" ha detto, lamentando anche la mancanza di un sito internet dell'Icap. Ha però sottolineato come, a seguito dell'interruzione degli scambi culturali del governo italiano, l'associazione abbia corrisposto con un gesto eloquente, ancorché limitato; circa 300 volumi di racconti italiani, tradotti in spagnolo, destinati alla provincia di Las Tunas, quale parte di un progetto più ampio indirizzato alle scuole elementari, nonché la compilazione di un libretto per bambini, dove vi si insegna come preparare dei burattini e approntare un teatrino.
Corrieri fatto il quadro delle recenti misure coercitive adottate dagli Stati uniti verso Cuba nel loro ennesimo, e sterile, tentativo di piegare la Rivoluzione. Innanzi tutto, la creazione di una commissione speciale per la transizione nell'isola, e la nomina di un coordinatore con l'incarico di dirigerla, cui aderiscono, tra l'altro, Colin Powell e diversi alti funzionari governativi, diretti da Roger Noriega. Il documento propone ed auspica, le modalità della transizione, nell'insensata e affannosa ricerca di una vagheggiata 'stabilità', come viene da loro definita. Già la considerazione delle cifre stanziate la dice lunga sui propositi di questo gruppo di potere dell'estrema destra nordamericana che, per sostentarsi, ricorre al denaro delle tasse dei contribuenti, la gran parte, forse, ignara di come questi vengano spesi. Il finanziamento pubblico ammonta infatti a 36 milioni di dollari, 18 dei quali per un aereo che in fragrante violazione dello spazio aereo cubano, diffonde trasmissioni e propaganda contro l'isola. Cinque milioni di dollari sono per le ambasciate statunitensi nel mondo, affinché la stampa e i mezzi di comunicazione parlino contro Cuba alimentando la campagna di disinformazione e di detrazione. Tra le disposizioni unilaterali è prevista anche la soppressione dei voli e una drastica riduzione dei permessi d'ingresso, che tocca persino categorie come quella degli sportivi e degli artisti. "Nel 2003 sono venuti in visita 115 mila cubano-americani ma ora, con 50 dollari al giorno e le altre restrizioni, saranno colpite proprio le libertà decantate dall'amministrazione Bush e dalla sua stretta cerchia affaristica, gettata a capofitto in una lotta fuori dal tempo, come se la guerra fredda non fosse finita, perlomeno non fino a quando Cuba sarà scomparsa", ha commentato Corrieri.
Tuttavia, durante il passato anno, 23 deputati e sei senatori del Congresso statunitense in visita a Cuba si sono detti favorevoli ad un processo di normalizzazione delle relazioni tra i due paesi: "negli Usa esistono due posizioni che sembra si stiano apertamente scontrando: uomini legati al mondo degli affari, gruppi religiosi, della comunità afro o degli artisti, manifestano da tempo la loro inquietudine e si schierano apertamente con Cuba".
"Timidi tentativi di dialogo sono giunti dalla Spagna e da qualche paese dei Carabi. Dall'Europa niente: in nome delle relazioni mantenute con gli Usa, Cuba può benissimo essere sacrificata", ha precisato.
Bisogna considerare che per gli Usa questo è un anno elettorale, e che la Florida, con il più alto numero di cubani e il cuore dei gruppi mafioso-terroristici, apporta il 9 percento del totale dei voti. Ecco perché le recenti misure sono urlate e sbandierate proprio dove più vivo è il sentimento anticubano, e "è d'obbligo rimanere con la guardia in alto", come ha suggerito Corrieri ricordando come, in 45 anni di governo rivoluzionario, non ci sia mai stato un attimo di tranquillità.
L'arbitrarietà dei provvedimenti e le minacce che questi sottendono non debbono indulgere ad una falsa valutazione degli eventi o ad un loro fatale sviluppo futuro. Per almeno tre ragioni un'invasione potrebbe essere difficile: "La professionalità e l' efficacia delle forze armate cubane, forgiatesi nelle guerre africane; il radicato e vastissimo sostegno di cui gode la Rivoluzione; l'opinione pubblica internazionale, compresa quella degli Stati uniti, e la solidarietà internazionale, reale e più importante che mai, unica capace di scongiurare una follia".
La serata si è conclusa con le poche ma struggenti parole di Gino Donè, storico guerrigliero e unico europeo presente alla spedizione del Granma, che ha voluto congedarsi con questo lascito, che ognuno di noi dovrebbe far proprio: "Sono molti coloro che combatteranno per difendere Cuba; io sarò certamente il primo".